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Club Sportivo Italiano

Dalla metà del secolo XIX l’Argentina vide arrivare diverse ondate di immigrati italiani. La politica, stimolata in quel momento dai governi conservatori, propiziava l’arrivo di mano d’opera europea, con l’idea di formare una nazione che rispondesse nelle sue caratteristiche a quelle che avevano le potenze del Vecchio Mondo. 
L’arrivo degli italiani, sebbene durò per molto tempo, avvenne in diverse fasi. 
Era difficile in quegli anni riunire i giovani appena arrivati (calcolati sui 360.000 nel periodo 1946-1955) con la collettività già in loco. Tra gli sforzi fatti per riuscire ad omogeneizzare entrambi i gruppi non poteva mancare lo sport. Verso la fine degli anni Quaranta, Ettore Rossi, direttore del giornale “Corriere degli Italiani” (giornale degli italiani in Argentina), promosse la realizzazione di un torneo di calcio. Le squadre che desideravano iscriversi dovevano annoverare almeno sette giocatori nati in Italia, e così nacquero nei quartieri e nelle fabbriche squadre che portavano lo stesso nome di quelle per le quali tifavano gli immigranti. Sorsero allora Ambrosiana, Roma, Juventus, Fiorentina, Lazio e Napoli, fra le altre. La prima edizione del torneo Fernet Branca (chiamato così perché era il nome dello sponsor) fu disputata tra sei squadre. Fu vinta dalla Roma. L’anno seguente la vincitrice fu la Juventus, ma la cosa più importante era il massivo e crescente sostegno della collettività al torneo nel quale si vedevano rappresentati. 
Nel 1951, il delegato in Argentina del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), comandante Dino Gorla, annunciò il sostegno al torneo. Finalmente, nel 1955 fu creata l’Associazione di Calcio Italiani in Argentina (ACIA), che contava con il supporto dell’Ambasciata e del Consolato d’Italia. Alcuni eventi sportivi collaborarono alla diffusione dell’attività dell’ACIA e cominciò a maturare l’idea di partecipare ai tornei dell’AFA. Dopo un’accanita votazione, si decise di fare l’iscrizione ai tornei dell’AFA, nell’anno 1959. 
Il primo anno in Dilettanti (odierna Prima D), soddisfò le aspettative dei tifosi ottenendo il secondo posto. Bisognava aspettare un altro anno per raggiungere l’obiettivo, e così, nel 1961, la squadra cominciò a partecipare in Prima C.
 
Nel 1962, con l’arrivo di giocatori esperti, si riuscì con facilità a vincere il torneo con il conseguente passaggio alla Prima B. Il notevole progresso avuto in quattro anni invitava a pensare che arrivare alla massima categoria del calcio argentino fosse possibile, e la collettività offrì alla squadra tutto il suo sostegno. 
Nel torneo del 1963, alla seconda giornata, ci fu il primo incontro ufficiale con il “Deportivo Español”, che pareggiarono 2-2. In quell’occasione l’incasso fu di $ 1.083.000, cifra che rappresentava un record per la categoria. L’ACIA fu la squadra leader nella classifica degli incassi. 
Il 7 luglio 1978 si fuse con la Sociedad Italiana de Vicente López e venne denominata ufficialmente e giuridicamente Deportivo Italiano.
Durante il Mondiale di Calcio del 1978, che si svolse in Argentina, ci fu una storica partita tra la Selezione Italiana e il “Deportivo Italiano”, nello stadio del “Boca Juniors”. La squadra guidata da Enzo Bearzot vinse 1 a 0 con gol di Bettega, ma la prestazione della squadra di casa fu degna di elogio. 
Nel 1979 cominciò la tappa calcistica più brillante del club, che durerà quasi 15 anni. Nel 1986, un’ottima campagna della squadra guidata da Ramón Cabrero permise di raggiungere l’ascesa alla massima categoria del calcio argentino, battendo nel ridotto di quell’anno Tigre, Banfield ed Huracán, quest’ultima partita è stata decisa in modo elettrizzante ai rigori, dopo tre finali molto combattute. 
La squadra rimase una sola stagione in Serie A, ad ogni modo sono da ricordare i pareggi con Boca Juniors e Racing Club e la vittoria contro San Lorenzo di Almagro per 1 a 0, quando la squadra di Boedo era in testa al torneo. 
Nel 1986 ricevettero in gestione 16 ettari di terreno sulla Autostrada Ricchieri, e nel 1989 si firmò il contratto di compravendita delle suddette terre per cominciare a costruire lo stadio degli Azzurri. Nel 2003 la società cambiò nome e  divenne Club Sportivo Italiano.
Il 10 ottobre 2005 finalmente il nuovo stadio di proprietà della società fu inaugurato: circa 11.000 persone videro la partita amichevole tra la squadra di casa e quella pari del Boca Juniors. 
Ad oggi il Club Sportivo Italiano è il principale ed unico referente ufficiale di calcio che rappresenta gli italiani e i loro discendenti in Argentina. Si mantiene un forte legame e si rispettano tutte le tradizioni culturali che hanno dato origine e vita all’istituzione.

Testimonianza raccolta in collaborazione con Mauro Salvattore e Matías Varone.

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